Intervista ai Male mISANDRIA

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Mooth - Slow Sun

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Dogmate - Hate

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martedì 8 luglio 2014

SERCATI - TALES OF THE FALLEN


Direttamente dal Belgio oggi vi presento i Sercati e il primo full-lenght “Tales of the Fallen”. Ci tengo a premettere che per giudicare questo disco ho ritenuto necessario un ascolto ben più impegnativo rispetto alle mie aspettative, a partire da “No Man’s Land”, prima traccia strumentale dell’album; la band mi ha dato l’idea di un Black Metal povero di creatività con riff di chitarra distorti, angosciosi e malinconici ma fin troppo prevedibili e talvolta anche scontati. La mia opinione è leggermente cambiata grazie ai brani seguenti con “The Fall” e “A little closer to Paradise” troviamo buone linee melodiche suonate al pianoforte, le chitarre sembrano incastrarsi a dovere ed il growl spinge l’ascoltatore in atmosfere buie, disagianti ed emotive. Il songwriting lo si può definire un “concept album”, le tematiche parlano di un angelo caduto in un mondo non suo, esprimendo il suo disagio dinnanzi alla triste e sempre più buia realtà; non a caso la band cerca di imprimere anche influenze Gothic all’interno delle opere, così il tutto rende il lavoro più emotivo e accattivante per l’ascolto. Detto ciò, ho ben poco da aggiungere; a livello strumentale la band non cambia registro, le dieci tracce si presentano con una struttura lineare e con pochi stravolgimenti; se si vuol ascoltare del Black discreto con sonorità distorte e degni spunti di tastiera questa band fa al caso vostro, caso contrario siate curiosi di trovare una band con maggiore spessore e maggior creatività probabilmente i Sercati non rimarranno impressi nella vostra testa. Personalmente non sono deluso ma nemmeno estasiato da questa band, l’album comunque è stato registrato dignitosamente e questo senza dubbio è un punto a favore; il mio giudizio finale, in conclusione, resta discreto.

VOTO: 6,5/10
-Frost-



lunedì 7 luglio 2014

DUNKELNACHT - REVELATIO


Granitico. E' questo l'aggettivo giusto per descrivere questo "Revelatio" dei francesi Dunkelnacht. Chi si aspettava un nuovo album tutto nell'Ambient del primo disco, può mettersi l'anima in pace. In questo secondo full, i francesi hanno abbandonato quasi totalmente la loro componente Ambient. Cambio d'etichetta (questo secondo album esce per la Wormholedeath Records) e l'Ambient sparisce, l'attaccamento ai suoni e alle sensazioni Avantgarde perdono percentuale all'interno della song per far spazio ad un Black Metal ferocissimo che cammina sempre sui binari dell'alta velocità. Ben suonato e con un'alta tecnica strumentale che non stanca, questo "Revelatio" è un'album dove non si possono riscontrare picchi compositivi, sia perché tutte le song sono molto più che degne di nota, ma soprattutto perché l'unico intento del gruppo è quello di spingere sull'acceleratore in più possibile (tranquilli, non stiamo parlando di velocità alla Dark Funeral) rendendo tutto il disco un concept di caoticità e cattiveria, che sicuramente farà la gioia di molti di noi, ma che non da una via d'uscita e diventa un grande rullo schiacciasassi, che può piacere e far impazzire in molti casi, ma che in altri potrebbe stancare, e far premere il pulsante "stop" a più di un ascoltatore. Proprio a voler essere pignoli, possiamo segnalare due episodi, che sicuramente racchiudono nella loro musica, tutte le particolarità dell'album, ovvero “Where Livid Lights Emblaze” (dove si possono addirittura sentire delle influenze alla Dissection per i riff di chitarra) e “Ashes from Stellar Oracles”. Unica vera e propria pecca di quest'album, è il suono scelto per le chitarre, che in molti casi non da la spinta giusta alle song, ma possiamo rassicurarvi che questa è solo una sensazione iniziale... Dopo un po' ci si abitua e si è pronti per farsi prendere a schiaffi da tutta questa velocità impressa su un dischetto di plastica! Insomma: molti riffs di qualità, molto valore, potenza, velocità e tanta tanta tanta foga. Questo secondo album dei Dunkelnacht è una sorpresa dell’underground. Da seguire.

VOTO: 7/10
-Death Vibrion-



INSIDE THE HOLE: NUOVA CANZONE ONLINE, IN ARRIVO IL RELEASE PARTY


Gli Inside The Hole hanno reso disponibile un nuovo brano estratto dal debut album "Impressions", uscito il 17 Giugno 2014 per logic(il)logic Records (distribuzione Andromeda). Si tratta di “I Pay For You”: http://youtu.be/ufmaVfnaeis. Il Release Party di "Impressions" si terrà sabato 12 luglio presso Ciro's People in Contrada Bonfanti a Montemaggiore Belsito (PA). 

Evento Facebook:

ARMONIGHT: TOUR EUROPEO


Gli Armonight vantano ad oggi una lunga serie di concerti che li ha visti protagonisti in Uk, Svizzera, Paesi Bassi, Francia e ovviamente in Italia, nutrendo una sempre più folta schiera di fans. A partire dal 28 Agosto 2014la rock band vicentina sarà alle prese col tour europeo di promozione del nuovo album “Recover”, la cui prima parte, in compagnia del gruppo finlandese Constantine, si svolgerà in Gran Bretagna. Queste le date al momento confermate, con molte altre in arrivo:

28 Agosto @ Merry Monk, Bishop Auckland
30Agosto @ Raffs Bar, Wellingborough
31Agosto @ South Sea Live, Sheffield
2 Settembre @ The Lady Luck Bar, Kent
4 Settembre @ The Roadhouse, Birmingham
5 Settembre @ The Patriot, Crumlin

sabato 5 luglio 2014

THE NIGHTSTALKER - AGAINST THE ANESTHETIST


Il panorama Symphonic e Progressive Black Metal mi sorprende sempre più; dopo aver ascoltato Stefano Gargliarducci con la sua band “Wolfuneral”, oggi ho il piacere e l’onore di scoprire una nuova band dal potenziale decisamente invidiabile. Con questa premessa, colgo l’occasione per presentarvi una nuova one man band, questa volta di scuola Scandinava proveniente da Oslo, ovvero i The Nightstalker fondata da Steve Serpent Fabry e il nuovo full-lenght del progetto, “Against the Anesthetist”, con la partecipazione di Vannick Martin (Sercati) alla batteria. Si parte con un organo liturgico che tramanda forze oscure e angosciose, riff lenti e malinconici accompagnati da un growl in perfetto stile Cradle of Filth, ("Snow falls on Natural City") prosegue col solo organo protagonista e senza alcun’altro strumento, ma il tutto non sembra perdere di emozioni. Con “Strange World” si cambia registro, il brano esordisce con riff di chitarra acustica ed elettrica, ad essi segue un cantato sempre più angosciante che vuole esprimere i propri disagi verso il mondo; la tematica principale, infatti, è la solitudine e la mancanza di adattamento alla realtà circostante. Una chitarra elettrica senza controllo apre “Am I like Him” quella che, se dovessi scegliere, reputerei la miglior traccia dell’album. Le emozioni non calano, anzi, viene rincarata la dose con la batteria di Martin e il nuovo utilizzo dell’organo, le tematiche invece si focalizzano sulla religione e sulla filosofia, sulla presenza e non presenza di Dio. Con “Without News from Father” non cambiano le tematiche del songwriting, mentre a livello strutturale troviamo nuovamente riff di chitarra acustica sovrapposti a nuove sonorità distorte e ad un organo che trova sempre il suo spazio all’interno dell’opera. Proseguiamo con “Sad to see Again”, il copione non subisce variazioni strutturali; in questa traccia spicca il nome tanto acclamato di Lucifero e la solita guerra di religioni, i riff di chitarra distorta e acustica non sembrano comunque annoiare l’ascoltatore neanche a metà lavoro. Sesta traccia “If I have never Felt” esordisce con un buon accompagnamento di chitarra e tastiera, spiccano influenze Melodic Death Metal e la scuola Bathory; qui si trovano riferimenti alla guerra e alla distruzione, sinonimi di un mondo in continuo assedio. “Questions” e “Against the Anesthetist” esprimono un senso di “rassegnazione” dinnanzi ad una realtà sempre più buia e senza vie d’uscita, la parte strumentale non trascura le influenze Melodic Death già viste in precedenza e il tutto risulta essere sempre più efficace per l’ascoltatore. Le tracce finali “An Escape” e “Some Blood in the Snow” cambiano nuovamente di messaggio, troviamo cenni di reazione a questa triste realtà, il fine “eroico” di affrontare la guerra fino alla distruzione di sé stessi; il lavoro strumentale non cambia, ma è pur sempre affascinante, tutto sommato un album che mi è piaciuto. Complimenti alla band e all’etichetta “Neuflex Records” per l’ottima riuscita a livello sonoro del prodotto. Consiglio vivamente l’ascolto!

VOTO: 7/10
-Frost-



venerdì 4 luglio 2014

RABHAS - DEMOLIZIONE


Difficile da giudicare il debutto di quest'anno dei pugliesi Rabhas. Nel loro “Demolizione” c'è tutto quello che un musicista amante della musica estrema (sia Metal che non) possa trovare per soddisfare le proprie orecchie: dal Death Metal all'Hardcore, Thrash, qualche inserto Punk e Jazz e anche un po' di originalità, con l'attitudine ereditata senza dubbio dai Cripple Bastards di cantare i pezzi in italiano e in maniera abbastanza sguaiata. Ma c'è anche un'altra cosa, e non è tanto positiva: l'instabilità. A furia di mischiare vari generi tra loro hanno fatto un sound non compatto e che non riesce ad andare in una direzione specifica, ulteriormente penalizzato dalla produzione non di certo al top e che rende i suoni di chitarra "incolori" e poco potenti. La prima parte dell'album è a dir poco scialba, capace sì di far alzare il sopracciglio più di un paio di volte ma senza completamente stupire come avrebbe potuto benissimo fare se ci fosse stata un po' più di cura nel rifinire i vari aspetti (ascoltare tracce come “Il Marcio”, la title track e “Allucinazione Marziale” per capire); nella seconda parte però il tutto si riprende abbastanza e mostra in più punti le potenzialità del gruppo (sopratutto nella finale “Tutti Vs Tutti”, dove vi sono anche dei gustosi virtuosismi al basso) ma lascia incredibilmente l'amaro in bocca per l'occasione sprecata. Discreta la performance vocale di Pico mentre le parti di chitarra di Manson e della batteria di Sguicio non riescono, come già detto, ad emergere come dovrebbero a causa anche della produzione (autoprodotto, perciò da questo punto di vista può essere comprensibile). Mi spiace dirlo ma “Demolizione” è un album che si perde nella massa, che non riesce a distinguersi nonostante gli elementi alla base ci fossero. Confido comunque in futuro che i Rabhas riescano a valorizzare e a rifinire al meglio delle idee tutto sommato valide.

VOTO: 6/10
-ULTHAR-



giovedì 3 luglio 2014

BARBARIC WAR TERROR - NEITHER THE ASH WILL REMAIN OF THEM


Barbaric War Terror rappresenta il parto di un'unica mente, Evocator of Claustrophobic Essences, deus ex machina di questo progetto. Partiamo subito dal titolo: "Neither the Ash will remain of Them" è, in assoluto, una delle frasi più belle e potenti che, a mio avviso, siano mai state usate come titolo per un album o una demo! E' una chiarissima dichiarazione d'intenti che pochissimo spazio lascia all'immaginazione; cosi' come i testi, che sono davvero intrisi di quel particolarissimo tipo d'odio sentito, in un certo senso sofisticato ed assolutamente non gratuito, capace di rallegrare le giornate di chicchessia: applausi a scena aperta! Questi sono, secondo me, i punti a favore di questo lavoro; ora, ahimè, mi tocca concentrarmi sulle note dolenti: premesso che sono fermamente convinto del fatto che, nella musica come nella vita, sia l'attitudine con con cui ti approcci alle cose che fa la differenza, devo ammettere che trovo questa demo un grosso punto interrogativo. Mi spiego meglio: non appena ho ascoltato le prime note, mi è subito "apparso" in mente "Pure fucking Armageddon" dei Mayhem; ora, questo potrà sembrare un complimento, e sicuramente lo sarà, per gli amanti del genere, ma per me è qualcosa che non ha più ragion d'essere, anzi, a dirla tutta, non l'ha mai avuta! Capisco registrare qualcosa live, ma voler uscire dalle casse in questo modo, con un suono ridotto all'osso, è qualcosa che mi lascia l'amaro in bocca! Parlavo di attitudine prima, perché questa è l'unica cosa che mi è arrivata istantaneamente, per il resto, tabula rasa. Peccato, perché credo che le idee ci siano tutte e, da quel poco che ho inteso, la voce potrebbe davvero giocare un ruolo importante in questo progetto; ci vorrebbero solo dei volumi leggermente (eufemismo) più alti, di modo che i passaggi risultino comprensibili perché cosi', sfortunatamente, è tutto troppo incomprensibile. E' davvero un peccato: con intuizioni del genere, dovrebbero venire giù le case!

VOTO: 3,5/10
-LENA-



FURTHERIAL: SUONERANNO AL ROCK-OFF FESTIVAL DI INSTAMBUL



I Furtherial ( Experimental Thrash dalla Turchia ) sono stati confermati per suonare al Rock-Off Festival di Istanbul insieme a band del calibro di : Gojira, Megadeth, Amon Amarth ( Dorock stage ).

Il link dell'evento:

I Furtherial suoneranno anche in una serata tributo ai Gojira una settimana prima del festival ( Dorock Bar ).

OTHER EYES WISE: ENTRANO IN STUDIO



Ad un anno di distanza dalla pubblicazione dell'album Zer(0) , gli Other Eyes Wise entrano in studio per registrare il nuovo disco, prodotto da Wahoomi Corvi al Realsound studio di Parma!

Il titolo, la tracklist e la data di uscita saranno annunciati presto attraverso un nuovo comunicato stampa!

Nel frattempo potete riascoltare il loro primo singolo “Climb Above” :

DIAMANTE: NUOVO SINGOLO ONLINE


I Diamante hanno diffuso il primo singolo dal nuovo disco “Ad Vitam Reditus”, registrato all'Atomic Stuff Studio di Isorella (BS), sotto la guida di Oscar Burato, e in uscita a settembre per Atomic Stuff Records (con distribuzione Andromeda). Si tratta di "Non Resisto" (http://youtu.be/beeijMyCGHA).