Intervista ai Male mISANDRIA

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Mooth - Slow Sun

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Dogmate - Hate

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sabato 5 luglio 2014

THE NIGHTSTALKER - AGAINST THE ANESTHETIST


Il panorama Symphonic e Progressive Black Metal mi sorprende sempre più; dopo aver ascoltato Stefano Gargliarducci con la sua band “Wolfuneral”, oggi ho il piacere e l’onore di scoprire una nuova band dal potenziale decisamente invidiabile. Con questa premessa, colgo l’occasione per presentarvi una nuova one man band, questa volta di scuola Scandinava proveniente da Oslo, ovvero i The Nightstalker fondata da Steve Serpent Fabry e il nuovo full-lenght del progetto, “Against the Anesthetist”, con la partecipazione di Vannick Martin (Sercati) alla batteria. Si parte con un organo liturgico che tramanda forze oscure e angosciose, riff lenti e malinconici accompagnati da un growl in perfetto stile Cradle of Filth, ("Snow falls on Natural City") prosegue col solo organo protagonista e senza alcun’altro strumento, ma il tutto non sembra perdere di emozioni. Con “Strange World” si cambia registro, il brano esordisce con riff di chitarra acustica ed elettrica, ad essi segue un cantato sempre più angosciante che vuole esprimere i propri disagi verso il mondo; la tematica principale, infatti, è la solitudine e la mancanza di adattamento alla realtà circostante. Una chitarra elettrica senza controllo apre “Am I like Him” quella che, se dovessi scegliere, reputerei la miglior traccia dell’album. Le emozioni non calano, anzi, viene rincarata la dose con la batteria di Martin e il nuovo utilizzo dell’organo, le tematiche invece si focalizzano sulla religione e sulla filosofia, sulla presenza e non presenza di Dio. Con “Without News from Father” non cambiano le tematiche del songwriting, mentre a livello strutturale troviamo nuovamente riff di chitarra acustica sovrapposti a nuove sonorità distorte e ad un organo che trova sempre il suo spazio all’interno dell’opera. Proseguiamo con “Sad to see Again”, il copione non subisce variazioni strutturali; in questa traccia spicca il nome tanto acclamato di Lucifero e la solita guerra di religioni, i riff di chitarra distorta e acustica non sembrano comunque annoiare l’ascoltatore neanche a metà lavoro. Sesta traccia “If I have never Felt” esordisce con un buon accompagnamento di chitarra e tastiera, spiccano influenze Melodic Death Metal e la scuola Bathory; qui si trovano riferimenti alla guerra e alla distruzione, sinonimi di un mondo in continuo assedio. “Questions” e “Against the Anesthetist” esprimono un senso di “rassegnazione” dinnanzi ad una realtà sempre più buia e senza vie d’uscita, la parte strumentale non trascura le influenze Melodic Death già viste in precedenza e il tutto risulta essere sempre più efficace per l’ascoltatore. Le tracce finali “An Escape” e “Some Blood in the Snow” cambiano nuovamente di messaggio, troviamo cenni di reazione a questa triste realtà, il fine “eroico” di affrontare la guerra fino alla distruzione di sé stessi; il lavoro strumentale non cambia, ma è pur sempre affascinante, tutto sommato un album che mi è piaciuto. Complimenti alla band e all’etichetta “Neuflex Records” per l’ottima riuscita a livello sonoro del prodotto. Consiglio vivamente l’ascolto!

VOTO: 7/10
-Frost-



sabato 5 aprile 2014

IN SILENTIO NOCTIS - DISENCHANT THE HYPOCRITES


Quando una band ha del potenziale, basta davvero poco per entusiasmarti! Esordisco con questa frase per presentarvi i finlandesi In Silentio Noctis ed il loro EP “Disenchant the Hypocrites”. I nostri ci presentano un concept album, un racconto suddiviso in tre capitoli magici, come le fiabe, con sonorità che si alternano dal Symphonic Black Metal al Gothic Metal. Questo era l’indice, ora partiamo col “Chapter 1 - The Pit”: la tastiera vuol essere da protagonista con riff che ricordano i migliori Nox Arcana, ad essi seguono 2 chitarre spietate che vogliono travolgere la platea con distorsioni da scuola Carach Angren e una mezzosoprano che sembra voglia fare da oratrice del racconto trascinando con sé un’aura Gotica a dir poco favolosa. La traccia procede per oltre 6 minuti senza tregua, un lavoro meraviglioso e mi complimento con la band. Siete incuriositi del seguito? Bene, allora passiamo al “Chapter 2 - Of Deception”: a contrario del precedente brano qui le protagoniste sono le chitarre, riff veloci e ben costruiti vogliono coinvolgere gli ascoltatori più scettici; a seguire troviamo le ormai blasonate tastiere una voce pulita sempre più carismatica e mai annoiante. Che dire, mi è piaciuto anche il secondo capitolo, di conseguenza rinnovo giustamente i miei complimenti. Ora siamo giunti al finale, sarà come alcuni giochi, libri o film con un finale deludente? Al contrario! “Chapter 3 - Haunted” prende le basi e le strutture delle precedenti tracce realizzate, ma le sonorità e i riff non risultano presentarsi banali o ripetitivi; in sintesi lo scrittore del racconto è sempre lo stesso ma le storie cambiano e d’altra parte non cambia il mio parere sulla band. Beh che dirvi, tutto ha funzionato, e l’etichetta “My Kingdom Music” insieme a questi ragazzi si godono un finale d’alta platea con gli ennesimi applausi!

VOTO: 7/10
-Frost-